Chi Siamo
Il Teatro Bellini di Napoli è uno dei più riconosciuti e amati luoghi della cultura italiana. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come Teatro della città di Rilevante Interesse Culturale, è gestito dalla Fondazione Teatro di Napoli, che con passione, impegno e visione ne guida le attività e lo sviluppo. Il Bellini è un punto di riferimento nel panorama delle arti sceniche contemporanee: un teatro aperto, vivo, inclusivo, capace di coniugare tradizione e innovazione.
La Storia
Inaugurato nel 1864 come teatro d’opera, il Teatro Bellini ha attraversato epoche, linguaggi e trasformazioni. Per quasi un secolo ha ospitato spettacoli di ogni genere, dall’opera lirica alla commedia, dal varietà alla prosa. Negli anni Sessanta ha conosciuto una fase di decadenza, culminata in un incendio che lo ha chiuso per oltre vent’anni.
Nel 1986, grazie all’iniziativa e alla visione di Tato Russo, insieme a Luciano Rondinella, Mario Castro De Stefano e Stefano Tosi, ha preso avvio il percorso di rinascita del Teatro Bellini. Un lungo lavoro di recupero e restauro ha restituito alla città uno dei suoi luoghi culturali più preziosi, culminando nella riapertura al pubblico nel 1988. Dopo un importante intervento di restauro durato tre anni, il Bellini ha riaperto al pubblico il 19 novembre 1988 con L’Opera da tre soldi di Brecht. Da quel momento, sotto la direzione artistica di Tato Russo, il teatro è tornato a essere un presidio culturale della città, con una proposta ampia e popolare, di qualità.
Nel 2009 la gestione passa ai figli dell’artista: Roberta (direzione generale), Gabriele (direzione artistica) e Daniele Russo (presidenza). Sotto la loro guida il Teatro Bellini si è consolidato come luogo centrale per la prosa, la danza e la musica, aprendo costantemente nuovi spazi alla sperimentazione e alla produzione contemporanea.
Dal 2015 il riconoscimento TRIC conferito dal MiC ne attesta il ruolo chiave nella promozione, produzione e diffusione dello spettacolo dal vivo in Italia e all’estero.
La Missione
Il Teatro Bellini mira a essere un centro creativo e plurale. La Fondazione Teatro di Napoli sostiene e promuove l’arte teatrale in tutte le sue forme, producendo e ospitando spettacoli che spaziano dai classici riletti alla luce del presente, alla nuova drammaturgia, fino alla contaminazione tra linguaggi.
L’obiettivo è coltivare una relazione dinamica tra teatro e cittadinanza, stimolare processi creativi, incoraggiare l’accesso, accogliere nuovi sguardi e narrazioni. L’internazionalizzazione è una vocazione costante: il Bellini ospita artisti e compagnie da tutto il mondo, e promuove all’estero le proprie produzioni. Il teatro diventa così luogo di incontro, di scambio, di apertura e contaminazione fra lingue e linguaggi diversi.
Cosa Facciamo
Oltre alla programmazione artistica, il Teatro Bellini è un centro culturale attivo tutto l’anno. Realizza attività di formazione per attori, drammaturghi e professionisti della scena, attraverso corsi, laboratori, masterclass e progetti speciali.
Collabora con reti nazionali per il sostegno ai giovani artisti (tra cui Premio Scenario, InBox, Rete Critica, Omissis), e accompagna nuovi talenti in percorsi di crescita e confronto.
L’impegno sociale è parte integrante del progetto: il teatro lavora con scuole, università, associazioni, musei, fondazioni, case editrici, costruendo una rete diffusa che promuove l’accesso alla cultura, il dialogo tra generazioni, la formazione del pubblico.
Sostenibilità
La gestione del Teatro Bellini è affidata alla Fondazione Teatro di Napoli, sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania, attraverso strumenti fondamentali come la Legge 6 per lo spettacolo dal vivo. Questo sostegno permette di mantenere l’alto livello dell’offerta artistica, di garantire l’accesso al pubblico e di preservare il teatro come bene comune.
Cosa rappresenta il Bellini
Il Teatro Bellini è molto più di uno spazio scenico: è un crocevia di esperienze, un laboratorio permanente, un presidio culturale nel cuore di Napoli.
Un luogo in cui la memoria incontra il presente, in cui le arti si intrecciano con la formazione, la ricerca, l’inclusione.
Un teatro che non cerca solo il consenso, ma il confronto. Non solo lo spettacolo, ma il senso. Perché il teatro, oggi, è uno degli ultimi luoghi dove si può ancora cercare insieme.

