Gaia Benassi

  • Dizione

Comincia da giovanissima a fare l’attrice si a Teatro che al cinema e in televisione. Laureata in Lettere Classiche, ha collaborato con  collaborare con L.Ronconi, M.Martone, C.Abbado.  A Roma, ha fatto parte della compagnia La fabbrica dell’Attore di Nanni-Kustermann, partecipando come attrice e aiuto regista a  diversi spettacoli, tra cui Il giardino dei ciliegi, La locandiera, Morire o non morire, Il gabbiano, Moravia, Dialoghi con Leucò, Tacking sides. Ha spesso abbinato il ruolo di attrice a quello di aiuto regista, tra le collaborazioni: dal 2007  quella con L.Melchionna  per la realizzazione di Dignità Autonome di Prostituzione, Gente del Wyoming e Parole incatenate; dal 2018 quella con A. Gassmann per Qualcuno volò sul nido del cuculo, Il silenzio grande, Racconti disumani. Tre sono i suoi spettacoli al momento che definisce di teatro-canzone, nei quali prosa e musica s’intrecciano fortemente: Sens’amore, Madremare e Costruzione in sì. Per quanto riguarda il cinema, sopratutto interpretando ruoli comici, ha preso parte ad alcuni film:  Da zero a dieci (L. Ligabue), La bellezza del somaro (S. Castellitto), La coppia dei Campioni (G. Base), Il Mammone (G. Bognetti).

Quest’ultimo anno ha fatto parte dello spettacolo Don Juan in Soho (regia di G. Russo), e dei film Ma chi ti conosce (regia di F. Fanuele) e A sudden case of Christmas (una produzione internazionale per la regia di P. Chelsom).

Sono ormai diversi anni che affianca all’attività attoriale quella di insegnante di dizione e di lettura interpretata, e ha dato voce a podcast e audiolibri disponibili sulle maggiori piattaforme.

 

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Dizione

In un’epoca di sciatteria linguistica, credo che la conoscenza e la padronanza della propria lingua siano indispensabili  per tutti, tanto più per dei professionisti della comunicazione.

Padroneggiare uno o più dialetti è indiscutibilmente una grande ricchezza per un attore ma deve essere una scelta interpretativa e non l’unica via conosciuta.  L’ortoepia, ovvero la corretta dizione delle parole, è parte integrante del bagaglio tecnico attoriale e il suo studio  richiede impegno e costanza. Inizialmente l’approccio alla dizione  getta in confusione, fa nascere dubbi sulla pronuncia delle parole più comuni e chi ci conosce da una vita ci prenderà in giro perché “parliamo strano”. Ma grazie alla pratica costante, all’articolazione precisa dei suoni, alla cura della parola e dell’ascolto, la pronuncia corretta diventerà ogni giorno più naturale e comoda. Dopo lo studio della teoria (regole dell’ortoepia) e della tecnica (corretta respirazione e articolazione, che diano la giusta dignità a tutti i fonemi, al fine di una  comunicazione chiara nel rispetto dell’ascoltatore-spettatore), metteremo in pratica le nuove competenze nella lettura. Mi riferisco, ovviamente, ad una lettura interpretata di livello professionistico per l’interpretazione di  audiolibri e  podcast, oggi sempre più in voga. Leggere per qualcuno è dipingere con le parole: chi ascolta deve poter immaginare, percepire atmosfere ed emozionarsi. Quando è così, la lettura interpretata diventa una meravigliosa mania.

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