Nicola Laieta

  • Psicologia e pedagogia per il teatro

Regista, Maestro di Strada, Educ-attore

Si è formato come attore presso il Bardefè di Napoli, ha lavorato come attore con Enzo Moscato, Mario Martone, Renato Carpentieri, Sergio Longobardi, Giovanna Facciolo, Lello Serao, Sara Sole Notarbartolo e tanti altri artisti e compagnie di teatro di ricerca e teatro ragazzi. Ha vinto la menzione speciale del Premio Scenario ‘99 con lo spettacolo Core della compagnia Babbaluck e il Premio Scenario Infanzia con lo Spettacolo Tanikò, di cui era attore e drammaturgo con Antonio Calone. Ha lavorato come regista e drammaturgo in diversi Festival e Manifestazioni: Museum, Napoli Teatro Festival, Arrevuoto, Quartieri di Vita,  Cantieri Viviani. È regista e pedagogo per diverse realtà teatrali, Teatro Stabile di Napoli, Teatro Trianon, Teatro Bellini e svariate progettualità a cavallo tra il teatro, il sociale, l’educazione. Lavora come progettista  e coordinatore pedagogico dell’Associazione Maestri di Strada, dirigendo il laboratorio intergenerazionale di Teatro Educazione, che unisce i giovani della periferia orientale di Napoli  a un gruppo di giovani universitari apprendisti del teatro e dell’educazione e provenienti dalle attività educative di Maestri di Strada, per realizzare spettacoli e performance artistiche. Ha fondato l’Associazione Trerrote (Teatro Ricerca Educazione) per approfondire la sua ricerca su Teatro e Educazione e realizzare, spettacoli, laboratori pedagogici, percorsi formativi per attori, docenti, psicologi, educatori, operatori del sociale. L’associazione realizza spettacoli ed eventi culturali ed educativi, che favoriscono l’empowerment personale e di comunità dei giovani delle periferie per promuovere la loro cittadinanza attraverso l’educazione e la bellezza.

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PSICOLOGIA E PEDAGOGIA PER IL TEATRO

Teatro Educazione – Il teatro, per sua natura, è già un dispositivo pedagogico: è un generatore d’esperienza, una pratica che, in quanto tale, potrebbe già definirsi educativa, formativa, orientativa. Il teatro è un campo di esperienza totale che coinvolge il corpo/mente nella sua interezza, uno spazio finzionale e traslato di espressione e narrazione di sé, di apprendimento e apprendistato intersoggettivo alla vita nella sua dimensione emotiva, relazionale e culturale. 

Propongo il teatro dunque  come  dispositivo pedagogico alla bellezza, come  fucina di identità individuale e collettiva, come luogo per eccellenza dell’incontro con l’altro e dell’immedesimazione nell’altro da sé, e infine generatore di gruppalità essendo incentrato su un lavoro coordinato e cooperativo al fine di un obiettivo comune (lo spettacolo) aperto alla comunicazione con altri, gli spettatori. Nella sua dimensione rituale, il teatro nasce in funzione di una comunità, della polis e della necessità che questa ha di rappresentarsi ovvero di prendere coscienza di sé, di raccontarsi e riunirsi  attorno alla mitologia ( racconto)  del proprio destino, mitologia culturale in forma di storie che è patrimonio ereditario da rivivificare e trasformare  nel continuo passaggio generazionale. In quest’ottica, il profondo nesso tra teatro e dispositivi pedagogici  è assolutamente evidente.

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Teatri delle città di rilevante interesse culturale

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Il Teatro Bellini sostiene Kimbondo

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